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UN MINISTRO DELLA REPUBBLICA ITALIANA FA LE PERNACCHIE IN PUBBLICO PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Sabato 04 Settembre 2010 12:55

Oggi i giornali non danno il giusto risalto alla notizia della pernacchia del Ministro Bossi in risposta alla domanda di un giornalista che gli chiedeva cosa ne pensasse della proposta dell'On. Bindi di formare un'alleanza con l'ON. Fini. Sempre più elevata la qualità degli uomini politici italiani degli ultimi anni.

Al TG3 di approfondimento delle 23,00 del 03/09/2010 veniva riferito che quando è stato richiesto, al Ministro Bossi,  a chi rivolgesse la pernacchia egli ha risposto che era diretta sia all'On. Bindi che all'On. Fini attuale Presidente della Camera.  Alle stranezze comportamentali del Ministro ci siamo assoggettati un po' tutti relativizzandole ma un comportamento, come quello di ieri sera,  è da considerarsi oltraggioso almeno quanto quello rivolto, a suo tempo, alla nostra Bandiera Tricolore; infatti è stata offesa un'Istituzione dello Stato Democratico da parte di un rappresentante Istituzionale dello Stato Italiano.

Come mai non ha rivolto lo stesso commento al Mu'Ammar Gheddafi quando ha snobbato il rispetto per la nostra cultura basata sulle radici cristiane e ha offeso la nostra dignità profittando delle nostre difficoltà economiche e della nostra incapacità di accoglienza nei confronti di coloro che fuggono dai loro paesi alla ricerca di una vita migliore. Forse perché il "celodurismo" si è esaurito ed è più facile fare i forti con i deboli e i deboli con i forti.

Alessandro Milani

IDV Varese

Via Walter Marcobi, 10 (VA)

Cell. 3471174212

Ultimo aggiornamento Sabato 04 Settembre 2010 12:59
 
Un tridente per far ripartire il centro sinistra PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Mercoledì 25 Agosto 2010 11:55

Il tridente Di Pietro, Marino, Vendola è la carta da giocare per un centrosinistra che intenda rinnovarsi e vincere le elezioni. L'elettorato di centrosinistra che oggi si astiene dal voto avrebbe una valida motivazione per ritornare alle urne e ritrovare lo spirito combattivo che sembrava essersi esaurito in questi ultimi anni.

Il premier del centrodestra e la sua coalizione, dopo gli ultimi eventi, si sono ridimensionati e finalmente si può pensare ad un confronto, veramente democratico, fondato sulle idee.

Inutile perdere tempo in primarie per la determinazione del Leader che, sino ad oggi, si sono dimostrate un boomerang  in quanto hanno prodotto divisioni e malumori ma non hanno portato ad un reale e costruttivo rapporto di collaborazione; meglio il riscontro oggettivo dato dai risultati delle urne che rispecchia la volontà reale degli elettori.

Il progetto politico non può più fermarsi alla sola competizione elettorale ma deve andare oltre e prevedere la costruzione di una coalizione che nella sintesi delle idee sa trovare i suoi stimoli per arrivare a definire una reale opposizione con un programma politico alternativo e con visioni politiche realmente riformiste.

Il programma politico di governo deve affrontare i problemi reali del paese e non può più essere un compromesso fra le esigenza delle varie lobby che sostengono i diversi partiti o, peggio, i loro capipopolo; oggi le due priorità assolute sono il lavoro e il debito pubblico, da cui un Governo responsabile non può e non deve prescindere e pertanto è su questi punti che si deve lavorare cercando soluzioni definitive e non azioni tampone come solito fare l'attuale governo.

I presupposti per un centrosinistra nuovo, vitale e produttivo non mancano; ora bisogna verificare se c'è la volontà ad applicarli o si preferisce vivere sulla rendita di posizioni che avvantaggiano i pochi privilegiati che da decenni calcano la scena politica indisturbati.

Alessandro Milani

IDV Varese

Via Walter Marcobi, 10 (VA)

Cell. 3471174212

 
Elezioni si, elezioni no. PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Venerdì 13 Agosto 2010 11:57

Oggi l'Italia non è governata, il centrodestra è troppo impegnato a risolvere i suoi problemi interni e i problemi personali del suo Leader e il centrosinistra è troppo impegnato ad aspettare cosa farà il centrodestra.

Una situazione insostenibile nella quale c'è una totale dissociazione fra le esigenze del paese reale e la politica. In un momento dove albeggia una ripresina economica, dove si preannuncia un autunno denso di rivendicazioni dei lavoratori, dove la scuola è in fermento, dove i nodi sui conti della sanità arriveranno al pettine, dove i buchi di bilancio delle amministrazioni locali verranno alla ribalta è fondamentale avere un Governo in grado di fronteggiare tutte queste situazioni.

Si apre un dilemma fra elezioni si o elezioni no che è legittima ma che non può prescindere dal fatto che una reale maggioranza di centrodestra non esiste più e che imporla porterebbe ad un rapporto conflittuale che genererebbe solamente perdite di tempo di cui il Paese non ha bisogno e non può permettersi. Se guardiamo a sinistra il quadro non è sicuramente più confortante in quanto la strategia che vuole  unire tutti quelli che sono "contro", senza un progetto politico che li includa, è fallimentare solo dalla sua concezione.

L'unica cosa che resta da fare è un governo di transizione che permetta di preparare tutti  i presupposti per un contraddittorio democratico dove le forze politiche si confrontino su contenuti programmatici rivolti esclusivamente alla soluzione dei problemi concreti dei cittadini e ad un progetto che renda innovativo il nostro Paese nella concezione di uno Stato più vicino ai nuovi corsi storici che vedono un mondo sempre più poliedrico dove tutte le vecchie ideologie e terminologie si confondono perdendo di sostanza e a cui vanno date risposte nuove con chiare e ineludibili indicazioni.

Il centrodestra dovrebbe mettere "in pensione" il suo attuale Leader per aprire una nuova fase politica dove far emergere una classe Dirigente che non si coaguli intorno ad una persona ma intorno ad un progetto politico ed ai dirigenti politici che lo sostengono.

Il centrosinistra deve mettere "in pensione" la sua attuale nomenclatura selezionando una nuova classe Dirigente, di cui ci sono tutti i presupposti, per  liberarsi da stereotipi vetusti e arcaici su cui ha vissuto di rendita sino a ieri e che l'ha fatto allontanare dalla percezione del paese reale costruendo una base programmatica ad ampio spettro che sappia  far confluire tutte le anime del centrosinistra per portarle fuori dalla parcellizzazione che, sino ad oggi, ha generato impotenza e incapacità di confronto con il centrodestra.

Il rischio che si corre oggi è che il vuoto politico generi la necessità di vedere la soluzione dei problemi nell' "uomo forte" della "provvidenza" a cui qualsiasi vero democratico non può che considerarsi avverso  e noi dell'Italia dei Valori, essendo radicalmente democratici e fedeli alla Costituzione Repubblicana, ci batteremo affinché ciò non possa avvenire.

Alessandro Milani

IDV Varese

Via Walter Marcobi, 10 (VA)

Cell..3471174212

 
IL CERCHIOBOTTISMO DEL PD PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Domenica 08 Agosto 2010 12:51

Il comportamento del PD verrebbe definito, da Indro Montanelli, cerchiobottismo.  Il cerfchiobottismo è una delle principali cause della totale mancanza di dialettica all'interno di un partito. Venendo meno l'arte di argomentare si garantisce la sopravvivenza, in se stessa e su se stessa, della maggioranza ma non si può mai arrivare alla costruzione e realizzazione  di un nuovo progetto politico.

Gli interventi dei Dirigenti del PD mirano a non sbilanciarsi mai, se protendono verso una tesi che tende a scontrarsi con l'avversario politico hanno già pronta la contromossa che va a pianificare il tutto. Un metodo intollerabile di far politica in quanto per non scontentare nessuno si cerca di far convivere satana con l'acqua santa ottenendo come risultato l'immobilismo assoluto.

Ovviamente è una strategia che mira ad acquisire consenso e successo puramente personali ma non ha fini politici costruttivi e capaci di attivare il riformismo tanto pubblicizzato ma che manca di tutti i presupposti e contenuti per la sua realizzazione.

Affermare che la continuità dell'attuale Governo con un cambiamento di leadership sia la soluzione ottimale per convergere verso una nuova fase politica è a dir poco grottesca. Da mesi il PD muove aspre critiche al modo irresponsabile di  conduzione dell'attuale Amministrazione e oggi ne chiede la continuità; se non né schizofrenia questa in che altro modo si può definire.

Noi dell'Italia dei Valori con determinazione perseguiamo il progetto che si debba costruire l'alternativa con l'assunzione di responsabilità che questo impone; pretendiamo che chi crede in questo progetto lo faccia in modo definitivo e responsabile uscendo da qualsiasi ambiguità. Il centrodestra è in una fase di sfaldamento che non ha precedenti e non ha più riferimenti certi; in questo momento, pertanto, è fondamentale che il centrosinistra trovi, da subito, una leadership condivisa a cui affidare il compito di riempire di contenuti il contenitore che attualmente è desolatamente vuoto.

Il momento delle riflessioni è finito ed è iniziato il momento del fare.

Alessandro Milani

IDV Varese

Via Walter Marcobi, 10 (VA)

Cell.3471174212

 

 
L'on. Fini, la questione morale e il CSX PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Sabato 31 Luglio 2010 17:48

"Nella casa delle libertà" la libertà di aprire una riflessione sulla "questione morale" è motivo valido e sufficiente per far cadere un governo. Presto si andrà ad elezioni e il centrosinistra non sa ancora cosa farà da grande. Noi dell'Italia dei Valori, con l'On. Antonio Di Pietro, è da tempo che sollecitiamo la necessità di trovare un leader condiviso cui affidare il compito di creare l'alternativa di governo in modo che si possano portare contenuti ad un contenitore, attualmente, vuoto; ma, come risposta, troviamo la solita strategia del prendere tempo per allontanare le decisioni.

Nei partiti del centrosinistra c'è l'assoluta inconsapevolezza che, mancando qualsiasi argine in difesa dei principi  democratici,  si rischia un passaggio dal cesarismo  al regime. L'uscita dell'On. Fini dal PDL vorrà dire la cancellazione della "componente democratica" che potrebbe comportare la deriva autoritaria.

Purtroppo la Lega Lombarda rincorre l'illusione di arrivare al "Federalismo indipendentista" e per questo fine è disposta a digerire tutto senza nessuna riserva;  anche se per puro opportunismo non negherà la sua devozione al PDL e il rischio è che si arrivi ad una situazione di assolutismo che cancellerà la loro illusione e farà precipitare il paese in un regime autoritario da cui non sarà facile uscire.

Non si può dimenticare che la forza comunicativa a disposizione del Primo Ministro ha una capacità di persuasione che può strumentalizzare una larga fetta di elettorato; quell'elettorato che guarda la televisione come se fosse "la bocca della verità" e, con una stima per difetto, è come minimo un terzo degli elettori attivi. La storia ci insegna che Gobel, gestendo i mezzi di informazione, riuscì a convincere i tedeschi che gli Untermenshen fossero il male del paese e che pertanto fosse doveroso la loro eliminazione fisica. Pertanto è da incoscienti sottovalutare questa forza.

PD-IDV-SEL devono trovare, da subito, le coordinate per avviare il progetto che li deve vedere determinati a creare l' alternativa di governo aprendosi a tutti coloro che vogliono convogliare in questo programma a prescindere dalla loro storia politica. Un progetto che deve riequilibrare le forze politiche bipolari per garantire l'esercizio della democrazia senza permettere il minimo spazio che possa comportarne l'eliminazione.

 

Alessandro Milani

IDV Varese

cell. 3471174212

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