| LO PSICODRAMMA ALITALIA |
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La nuova Alitalia potrà decollare. È una vittoria per il presidente del consiglio italiano, Silvio Berlusconi. Anche per Roberto Colannino, che ha amministrato la vecchia Telecom Italia, questo accordo è una vincita al lotto. Ha guidato il consorzio di investitori italiani che ha comprato la “parte migliore” di Alitalia nel dicembre 2008 per 1,05 miliardi di euro. Un mese più tardi, in un momento in cui il mercato dei trasporti aerei va male, questi investitori si apprestano a rivendere una parte delle loro quote ad Air France-KLM intascando un plusvalore del 30%. Il vettore franco-olandese, tuttavia, non fa un cattivo affare. Può così posizionarsi sul quarto mercato aereo europeo. Con Berlusconi al potere, il perimetro di Alitalia è stato ridefinito e questi elementi indesiderabili sono stati riallocati in una “compagnia-spazzatura” finanziata dal Tesoro italiano. Il contribuente transalpino - e il consumatore - ha fatto le spese di quello che era diventato uno psicodramma politico. Ha pagato i quasi due miliardi di euro di costi supplementari registrati dal momento in cui i sindacati, incoraggiati da Berlusconi, hanno posto il loro veto sull’ultima offerta di Air France-KLM. La fusione di Alitalia e Air One avrà inoltre l’effetto di rendere il mercato meno concorrenziale. [Articolo originale di Christine Lahuec]
fonte: italiadallestero.info |
Lo psicodramma Alitalia















