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Tre referendum

 

Lo scorso primo maggio l'Italia dei Valori ha avviato la raccolta firme per tre referendum. Tre iniziative per abrogare il legittimo impedimento, la privatizzazione dell'acqua e il pericolo nucleare.
Lo abbiamo fatto per dare una chance ai cittadini, presi in giro da un Governo che aveva promesso altro. Il centrodestra non ha vinto le elezioni promettendo agli elettori una serie di leggi scansa-processi, oppure la privatizzazione dell'acqua pubblica o, peggio ancora, di voler fare dell'Italia un Paese nuclearizzato.
Ma dal giorno successivo alla vittoria elettorale, questo Governo ha ingessato il Paese con questioni personali. Ha bloccato la macchina amministrativa per tutelare gli interessi di una stretta cerchia di persone, infischiandosene dei veri problemi.
Questo Governo sta legiferando in modo improprio, poiché sta disponendo del potere esecutivo per portare a termine un mandato diverso da quello ricevuto dai suoi elettori.
Con i tre referendum, l'Italia dei Valori ha voluto dare un'opportunità al Paese, affinché la volontà di milioni di persone torni ad essere più importante di quella di una decina di persone.
Questi tre referendum rimettono nelle mani dei cittadini la volontà di abrogare tre leggi che hanno un obiettivo molto chiaro: arricchire la cricca e annichilire la democrazia e lo sviluppo del Paese. 
Domani mattina, alle 10:30, depositeremo in Cassazione le firme raccolte e possiamo rassicurare i cittadini di aver raggiunto e superato il quorum delle 500 mila firme (oltre 2 milioni complessivamente), per ciascun quesito referendario con uno sforzo organizzativo e logistico senza eguali nella storia referendaria italiana.

Dopodiché, la responsabilità potrà essere nelle mani di ogni singolo cittadino. Ognuno sarà chiamato a decidere per il futuro del Paese. Ognuno potrà promuovere o bocciare una legge che mette al riparo dalla giustizia le più alte cariche dello Stato, una legge che mira a privatizzare l'acqua pubblica e una legge che prevede l'installazione di centrali nucleari in Italia.

Che ognuno faccia la sua parte, allora, smentendo tutte le statistiche e i dati che bollano i referendum come strumenti vecchi, inutili e morti.
Negli ultimi 15 anni, in Italia, lo strumento referendario è sempre caduto nel nulla per non aver raggiunto il quorum. Ne siamo coscienti e siamo a conoscenza delle difficoltà di questa sfida. Ma provarci è un dovere e gettare la spugna sarebbe da codardi.
Nessun altro partito ci ha aiutato nella raccolta firme. In ogni caso non abbiamo mollato. Il futuro del Paese non può passare dalle decisioni di un gruppo di ultrasessantenni che pensano solo ad arricchirsi. Non possono essere questi signori a decidere sull'installazione di una centrale nucleare che sarà un pericolo per le generazioni future che oggi non hanno neanche il diritto al voto. 
L'Italia dei Valori è al fianco dei cittadini. Come sempre. Ringraziamo tutti coloro che hanno sottoscritto la raccolta firme.

 
MARCO BERTOLDO ELETTO COORDINATORE PROVINCIALE PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   

Si è svolto oggi Domenica 18 Luglio a Varese, il Congresso Provinciale dell’Italia dei Valori. Come da programma i lavori sono aperti alle ore 15,30 con:

• gli Adempimenti Formali e la Costituzione dell’Ufficio di Presidenza, nominati gli scrutatori e hanno avuto inizio le operazioni di accreditamento dei tesserati con diritto di voto
• il saluto del coordinatore Regionale On. Sergio Piffari e Relazione Coordinatore uscente
• l’Illustrazione delle mozioni
• il dibattito e chiusura accredito
• le operazioni di voto

Espletate le formalità iniziali, il Garante Gabriele Sola – Consigliere regionale e Presidente dei lavori, dopo aver dato breve indicazione all’assemblea sulle modalità di svolgimento dei lavori e relative procedure da adottare, prende atto e informa i partecipanti dell’avvenuto deposito di due mozioni a firma dei candidati, Alessandro Milani e Marco Bertoldo. Scaricabili dal sito al seguente indirizzo: http://www.idvlombardia.it/Regionale/CoordinamentiProvinciali/CongressiCoordinamentiProvinciali2010/Mozioniesuggerimenti/tabid/211/forumid/26/scope/threads/Default.aspx

Il Coordinatore regionale on. Sergio Piffari, ha illustrato la situazione nazionale e si è soffermato in particolare sulla necessità di un ultimo sforzo per la raccolta delle firme per i 3 referendum presentati dall’Italia dei Valori.

Le mozioni sottoposte all’attenzione dell’assemblea, sono scaricabili dal sito www.idvlombardia.it, oltre a indicare le linee guida politiche e programmatiche del Partito per i prossimi due anni, delineano i principali obiettivi da perseguire, indicando i componenti del Coordinamento Provinciale.

L’assemblea congressuale di Varese, elegge il Coordinatore Provinciale Marco Bertoldo con 42 preferenze, mentre la mozione di Alessandro Milani ha avuto  41 preferenze.

Terminata l’operazione di voto il garante, Gabriele Sola, ha proceduto alla proclamazione ufficiale del Coordinatore e del Coordinamento Provinciale eletti così composto:

1.  Andrea Bagaglio
2.  Maurizio Artusa
3.  Raffaele Esposito
4.  Edoardo Angotti
5.  Nicola Del Vecchio
6.  Luigi Baila
7.  Raffaella Zizza
8.  Sara Marzo
9.  Matteo Boaretto
10. Teresa Gaia Angelo
11. Ivano Del Vecchio
12. Antonino Sorbara
13. Alessandro Milani
14. Ivan Mengotti
15. Eliseo Sanfelice
16. Roberto Di Giandomenico
17. Cesare Giuffré
18. Angela Salvia

 
CONTRO IL BAVAGLIO DELLA P2 PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Licio Gelli tempo fa è rimasto stupito per come l'allievo sia riuscito a superare il Maestro.

E si riferiva alla bravura di Berlusconi nell'attuare il Programma di Rinascita Democratica della P2. I ragazzi di oggi conoscono poco di questo piano, ma sicuramente sanno che il progetto del Venerabile è diametralmente opposto ai principi tracciati nella Costituzione.

La P2 era ed è una loggia massonica segreta, nata con evidenti fini di sovversione dell'assetto socio-politico-istituzionale che opera solo per tutelare e rafforzare gli interessi di un gruppo di persone. Oggi, molti dei suoi affiliati, tra i quali l'attuale Presidente del Consiglio, ricoprono ruoli di primo piano: stanno al Governo e in Parlamento. Queste affermazioni, purtroppo, non sono parte di una spy story, ma la verità. Infatti, è stato lo stesso Gelli a confermarlo in un'intervista rilasciata qualche mese fa. E la prova è sotto gli occhi di tutti: piano, piano, goccia a goccia, tutto quanto era inciso nel documento ritrovato a Villa Wanda si sta realizzando. Il percorso è lento perché i nostri padri costituenti, consapevoli delle insidie che avrebbero potuto esserci in uno Stato democratico, hanno ben pensato di porre una serie di pesi e contrappesi nella Carta, volti a ostacolare certe tentazioni eversive. Ma, dopo due anni di Governo Berlusconi, il puzzle sta per essere completato: controllo dei media, assoggettamento del potere giudiziario. Quest'ultimo punto farebbe venir meno la separazione dei tre poteri e, quindi, per questa modifica occorrerebbe una riforma costituzionale e ben altri numeri. Insomma, il Governo ha ben pensato di aggirare l'ostacolo, svuotando le funzioni della magistratura e togliendole le risorse necessarie.

E' in questo scenario che rientra il disegno di legge sulle intercettazioni. Un provvedimento che, rispondendo a un preciso disegno eversivo, è palesemente contrario ai concetti di legalità e di giustizia.

Infatti, oltre a imbavagliare la libera informazione e a zittire la Rete, priva i magistrati di uno strumento indispensabile per le indagini e viola palesemente il diritto costituzionale di essere informati e di ottenere giustizia.

Quelle contenute all'interno del disegno di legge sono norme criminogene che, se dovessero essere approvate, rappresenterebbero uno sfregio, un colpo durissimo all'intero sistema della giustizia e dell'informazione.

Ma cosa cambierà per i magistrati e per i giornalisti se il disegno di legge dovesse diventare legge?

 

COSA CAMBIA PER I  MAGISTRATI:

- GRAVI INDIZI DI REATO: le intercettazioni sono possibili solo in presenza di gravi indizi e se assolutamente indispensabili per le indagini. Il Pm dovrà avere "specifici atti di indagine" cioè altri elementi concreti che provino le responsabilità di chi finisce sotto controllo.

- L'AUTORIZZAZIONE DEL TRIBUNALE: per ottenere l'ok all'intercettazione non basterà più il pronunciamento del Gip ma sarà necessaria l'autorizzazione del tribunale collegiale.

- INTERCETTAZIONI AI PARLAMENTARI: quando si ascolta la voce di un parlamentare durante la conversazione di un indagato ogni atto deve essere secretato e custodito in archivio. Per proseguire nell'ascolto va chiesta l'autorizzazione alle Camere anche se il politico parla sull'utenza di terzi.

COSA CAMBIA PER I GIORNALISTI:

- BLACK OUT SULLE INDAGINI: E' vietato diffondere notizie su qualsiasi atto anche se non segreto fino alla fine dell'udienza preliminare. Se la legge fosse già stata approvata, i cittadini non avrebbero saputo, ad esempio, né delle indagini sugli appalti del G8 e dell'eolico né delle drammatiche morti di Stefano Cucchi e Federico Aldovrandi.

- VIA LE TV DAL TRIBUNALE: niente riprese durante i processi senza il consenso di tutte le parti. Vietate anche le immagini dell'Aula.  I cittadini, quindi, non potranno seguire in tv le fasi del dibattito.

- LA NORMA D'ADDARIO: sono vietate le registrazioni e le riprese senza l'autorizzazione preventiva dell'interessato. Per chi non è giornalista professionista è confermata la condanna a  4 anni di carcere per le riprese e le registrazioni "fraudolente".

- WEB: i siti informatici sono equiparati ai giornali.  I blogger hanno l'obbligo di rettifica in 48 ore. Questo sancirebbe la morte del giornalismo partecipativo e della diffusione delle notizie via web.

Diciamo ‘no' a questo provvedimento scellerato e per manifestare la nostra indignazione alla cosiddetta ‘legge bavaglio' oggi abbiamo aderito con convinzione alla giornata del silenzio, promossa dalla Fnsi.

L'Italia dei Valori proseguirà, senza se e senza ma, la sua battaglia in difesa della libera informazione e farà di tutto per evitare che a prevalere sia la strategia dei mattinali e delle veline tipica del regime di vecchia memoria.

E' una battaglia per la democrazia, a difesa dello stato di diritto e di quei principi che i nostri padri costituenti hanno tracciato nella Carta.  Inoltre, se il ddl dovesse diventare legge, non ci arrenderemo e promuoveremo un nuovo referendum dimostrando a Berlusconi che sono milioni i cittadini che hanno capito che questo provvedimento blocca le indagini, copre gli affari di mafiosi e truffatori, imbavaglia la stampa calpestando palesemente il diritto di informare ed essere informati.

 
MA NAPOLITANO FIRMA AL BUIO? PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   

"Mano a mano che emergono i particolari sulla nomina di Brancher a Ministro appare in tutta la sua evidenza il ruolo di subalternità del Presidente della Repubblica in tutta la vicenda. L'articolo 92 della Costituzione statuisce che "Il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei Ministri e, su proposta di questo, i Ministri." Appare pacifico che anche  se la proposta è del Presidente del Consiglio,  è il Presidente della Repubblica che detiene il potere della nomina. Secondo quanto riportato oggi da tutti i giornali due settimane fa, Napolitano ha ricevuto una telefonata del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta , che gli annunciava l'intenzione del governo di nominare un nuovo ministro. Il presidente, saputo che la delega sarebbe stata al federalismo, rimane sorpreso e chiama Berlusconi, il quale spiega che la scelta è tutta di natura politica. Alla richiesta di chiarimenti circa le deleghe, Berlusconi si impegna a fargliele avere subito. Al Quirinale arriva un testo che Napolitano, nell'esaminarlo con i suoi collaboratori, definisce né più né meno che un pastrocchio. Nonostante tutte le riserve, il nuovo ministro per l'Attuazione del federalismo fiscale giura l'indomani, avendo come "padrini di nozze" Tremonti e Calderoli. Poi il Quirinale assiste, fra lo sconcerto e l'irritazione, al balletto delle deleghe (stanno in un decreto del Presidente del Consiglio): dall'attuazione del federalismo fiscale e istituzionale al decentramento e la sussidiarietà. Giovedì mattina, Brancher annuncia che si avvarrà della legge sul legittimo impedimento. Sentendosi preso in giro Napolitano prende carta e penna e scrive la sua nota contraria all'uso da parte di Brancher della legge sul legittimo impedimento. Nelle sue conversazioni private, oscilla nel definire la vicenda Brancher: una pagliacciata o un gioco delle tre carte. A questo punto a me non resta che porre al Presidente qualche domanda:

1. Per quale motivo egli ha firmato il decreto di nomina di Brancher a Ministro senza pretendere di conoscere prima quali fossero esattamente le deleghe, accontentandosi di quello che egli stesso ha definito "un pastrocchio"?

2. La vicenda umana di Brancher era nota a tutti, sia quella passata (l'incarcerazione per tangenti ed il salvatggio della prescrizione), sia quella attuale (indagine in corso per corruzione e ricettazione nell'ambito dello scandalo "della Banca Popolare di Lodi" di Fiorani). Possibile che solo Napolitano non fosse al corrente della situazione? Per quale motivo ha acettato la nomina a Ministro di un personaggio così chiacchierato?

3. A tutti era noto che l'unico motivo della sua nomina a Ministro era la possibilità di non presentarsi ai magistrati inquirenti e la riconoscenza di Berlusconi, che Brancher ha salvato dalla galera andandoci al suo posto. Possibile che solo Napolitano non lo avesse intuito? In conclusione sono davvero preoccupato di dover constatare che abbiamo un Presidente della Repubblica che firma "al buio" i decreti che gli vengono proposti da Berlusconi, del quale è evidentemente sempre più succube e subalterno. Le sue irritazioni successive appaiono soltanto un gioco delle parti per convincere gli allocchi che sta esercitando quel ruolo di "vigilanza" che la Costituzione gli assegna."

ANTONIO BORGHESI


FIRMA E FERMALI!!!

 

27062010453

 
Firma e fermali PDF Stampa E-mail
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brancher

Potete firmare il:
26/6/2010 VARESE Piazza Monte Grappa ang. Via Marconi
26/6/2010 ARCISATE Via Roma
27/6/2010 VARESE Piazza Monte Grappa ang. Via Marconi
28/6/2010 VARESE Piazza Monte Grappa ang. Via Marconi
28/6/2010 VARESE P.le Trieste (area mercato)

 
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